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LA RELEASER ART A VIA MARGUTTA

Dal 29 ottobre al primo novembre 2026 si terrà la 126ª mostra dei Cento pittori di via Margutta.
Il tema comune di questa edizione è il segno naturale.

La Releaser Art partecipa con
IL SEGNO PRIMA DEL SEGNO

Il segno naturale e la creatività della natura nella Releaser Art

La natura era già creativa prima che arrivasse l’uomo. L’uomo non inaugura la creatività: la incontra. Il segno prima del segno è la configurazione naturale attraverso cui la vita produce forme e relazioni prima che l’essere umano le interpreti come manifestazioni di una volontà divina, di uno spirito, simboli o opere d’arte. La natura non ha bisogno di queste interpretazioni per esprimere la propria creatività.

La Releaser Art si distingue dall’arte intesa quale espressione dell’interiorità e dal naturalismo che riproduce le forme del mondo percettibile o ne celebra la bellezza. Non traduce ciò che l’artista sente, né si limita a riprodurre ciò che vede: indaga la natura nei momenti in cui si ricrea attraverso i releasers, configurazioni relazionali capaci di destabilizzare il riconoscimento. La creatività naturale consiste nella capacità degli esseri viventi di reinventarsi attraverso le relazioni che instaurano fra loro e con l’ambiente.

Nel dipinto, ci sono dei daini che mostrano questa capacità ricorrendo alla disposizione dei loro corpi. Le sagome ravvicinate e sovrapposte si intrecciano, rendendo incerta la separazione visiva fra gli individui. Il gruppo tende ad apparire come un unico essere, benché sia composto da animali distinti. La configurazione non cancella la pluralità biologica: la trasforma in un’unità percettiva che mette in crisi il riconoscimento dei singoli.
La formazione dei daini risponde a una funzione difensiva nei confronti dei predatori, tra i quali è compreso l’uomo. Non nasce per essere ammirata o interpretata come un’opera d’arte, ma costituisce una manifestazione estetica con una funzione comunicativa nella vita animale. Il releaser non è una forma inventata dall’artista, ma una configurazione naturale la cui capacità di trasformare il riconoscimento diventa visibile nel dipinto.

 

Walter Ceccarelli, “Il segno prima del segno”, 2026, olio su cartoncino, 36,5×49 cm

 

Gli altri animali presenti nella scena sviluppano tale dinamica in modi differenti. La gallina prataiola perde i caratteri che consentono di identificarla come animale e assume una configurazione completamente astratta, tanto da poter essere scambiata per una scultura di Constantin Brâncuși. La gazza azzurra si frammenta invece in quattro parti distinguibili – testa, corpo, coda e ombra – assolutamente prive di dettagli descrittivi, che conservano una riconoscibilità parziale senza ricomporsi immediatamente in un’immagine unitaria. La volpe rimane più facilmente identificabile, ma la compattezza della sua configurazione nasconde i particolari e ostacola una lettura analitica della figura. Astrazione, frammentazione e compattezza agiscono così come tre differenti modalità di destabilizzazione del riconoscimento.

Di fronte al dipinto, l’osservatore può cercare significati che vadano oltre ciò che vede. Le interpretazioni personali, tuttavia, non cambiano la natura di ciò che è rappresentato: manifestazioni estetiche prodotte da altri esseri viventi, non espressioni dell’interiorità dell’artista. Il compito dell’osservatore è comprenderle per ciò che sono, senza confondere la propria interpretazione con la realtà naturale da cui hanno origine.

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